Diffusore fotografia Macro con flash

Il mio interesse per la fotografia Macro mi ha sempre accompagnato, e ultimamente vista anche la scarsità di situazioni fotografiche di Avifauna c’è stato un ritorno di fiamma. L’interesse è scattato in questo periodo dove i soggetti per questo genere di fotografia cominciano a diventare tanti ed è facile passare qualche ora con la macchina fotografica in mano.

Veniamo al quello che desidero condividere relativamente alla fotografia Macro con flash e con l’ausilio di un diffusore che permette di avere una luce controllata nella scena, in merito a questo sistema ci sono moltissimi articoli, video nella rete, ma come sempre la sintesi e la concretezza, senza tanti giri di parole è il mio modo di affrontare ogni sfaccettatura della fotografia.

La fotografia macro con il flash può essere affrontata in modo molto semplice per mezzo di uno schermo da porre tra il flash e il soggetto, ce ne sono di richiudibili a pochi euro, un altro sistema è per mezzo di un tubo della patatine adeguatamente tagliato e con uno schermo opportunamente istallato sulla parte frontale.

Questo sistema permette di scattare ottime fotografie, eccone un esempio.

E’ comunque un sistema che non gestisce la luce in modo ottimale, rimane sempre una fonte abbastanza forte per via della dimensione dello schermo del diffusore, che non permette di avere una morbidezza complessiva ottimale.

Dopo aver fatto varie prove e anche rubato un po’ con gli occhi tra i tanti diffusori sia DIY che venduti, ho adattato quanto provato alla mia attrezzatura, perciò, il mio diffusore è per la Canon EOS R5 Mark 2, con obbiettivo RF100 F2.8 Macro, Flash Godox V860 Mark III, eventuali tubi di prolunga che arrivano a 39mm massimo.

La costruzione prevede la necessita di alcuni materiali e alcuni attrezzi che vi elenco con collegamento a dove li ho presi.

Set bottoni automatici (20Euro)

Corpo diffusore nero misure A3 297x420x0.5mm (3pcs) 5,99Euro

Fronte diffusore bianco 300x300x0.3mm (5Pcs) 8,99Euro

Pellicola adesiva Bianca (link indicativo di cosa si tratta) 4Euro euro presa a Leroy Merlin

Fettuccia elastica 1cm (link indicativo di cosa si tratta) 1 Euro presa da TEDY

Fascette per Cavi in Nylon (link indicativo di cosa si tratta) 2 Euro

Costo complessivo 42 Euro

Attrezzi necessari, alcuni li trovate nella confezione dei bottoni automatici, poi serve taglierino e forbici.

Allego i file PDF da stampare A3 per ritagliare le sagome. (stampa 100%, la misura serve per il controllo delle proporzioni)

Come fotografare con questo diffusore

Le tecniche fotografiche sono sia a scatto singolo che focus bracketing, con o senza tubi di prolunga. Fotografando soggetti di piccole dimensioni (meno di 3mm) si rende necessario l’utilizzo di tubi di prolunga. Questo diminuisce ulteriormente la profondità di campo, perciò e’ fondamentale non superare F8 per non far degradare la qualità dell’immagine.

Impostazioni per lo scatto singolo da cui partire sono con 100mm liscio sono f10 iso200, T 1/160″, flash impostato in ETTL, otturatore elettronico a raffica, si può usare sia AF che MF in MF attivare focus peaking, la scelta della composizione può essere scelta spostando il punto di fuoco.

Impostazioni di focus bracketing per la realizzazione del focus stacking, personalizzare i pulsanti della macchina, il pulsante di scatto deve solo attivare l’acquisizione delle immagini, il pulsante AF ON ci permette riattivare AF, scegliere un pulsante per la creazione di una cartella dedicata alle foto che stiamo acquisendo, fare pratica con l’ingrandimento usando MF per capire qual è la minima distanza di messa a fuoco.

Con il 100mm le impostazioni di scatto sono: il diaframma molto aperto F5,6, il tempo 1/160″, la scelta della sensibilità ISO è frutto della capacità del Flash di garantire la raffica durante il focus bracketing, nel caso dell’ Godox V860 mark III, riesce a garantire una raffica costante senza intoppi con una potenza Flash a 1/32+3, impostando questo valore facciamo dei scatti di prova per verificare la corretta esposizione della fotografia, dalle mie prove l’esposizione corretta si ha con ISO 800. Il focus bracketing della macchina lo imposto a 75 scatti e l’incremento del fuoco a 4, questo è lo spostamento che farà il fuoco tra uno scatto e l’altro.

Come procedere all’acquisizione scegliere la composizione e il piano di fuoco da dove fare partire il focus bracketing, premere il pulsante di scatto per fare partire il bracketing, durante l’acquisizione delle immagini si può interrompere riprendendo il pulsante di scatto per non avere foto che poi non partecipano al focus stacking.

Considerazioni sul diaframma, iso e tempi, quanto fin qui esposto considera fotografie che hanno immagine nera se il Flash viene posto su Off questo significa che la luce che determina la fotografia è solo quella la luce del Flash, molto spesso avremo sfondo nero, se desideriamo avere la presenza dello sfondo illuminato dalla luce ambiente se questa è presente si può diminuire il tempo di scatto o alzare l’ISO, si può anche aprire il diaframma, in questo caso avremo una profondità di campo minore e bisogna fare più attenzione a non spostare la macchina pena la mancanza di dettagli durante il montaggio del focus stacking. Si può anche considerare l’inserimento di sfondi predisposti preventivamente per non intervenire sulle impostazioni di scatto.

L’ultima considerazione ci porta a ragionare su come organizzare un set fotografico “da studio”, la fotografia macro può essere gestita in casa con l’utilizzo di supporti per gestire soggetti, alcuni ne raccolgono di morti, oppure ne allevano come pet, In primavera anche il balcone offre soggetti fotografabili. Gestirli su un posatoio può essere semplice o richiedere pazienza, a seconda del soggetto.

Il set è costituito da un CLAMP, molletta dove mettere il posatoio, questo deve essere gestibile sia per lo spostamento del posatoio, anche permettere la rotazione orizzontale del tutto, a questo dobbiamo affiancare un sistema che permette di mettere uno sfondo e che possa essere gestito come distanza ma anche di facile sostituzione.

L’utilizzo di sfondi creati ad hoc che ci aiutano a realizzare scatti che tengono conto del colore del soggetto e del posatoio ci permette di avere scatti che danno libertà alla nostra creatività.

Alcuni fotografi usano dei supporti utilizzati per saldare i microchip per gestire soggetti anche in natura, è chiaro che questo sistema permette di avere un maggiore stabilità delle condizioni di scatto e della composizione.

Concludo questo articolo con una considerazione, la gestione dei soggetti deve rispettare questi esseri viventi perché hanno la stessa dignità di ogni altro essere vivente, perciò nel caso studiare come mantenerli e nel caso creare le condizioni migliori per il loro vivere.

Questo è uno dei primi scatti con questo diffusore.

Marco Venanzi

Mirino Reflex in Avifauna (Red Dot)

La prima volta che ho pensato a questo sistema fu una sera mentre guardavo i miei figli giocare alla play molti anni fa, a quei tempi non c’era ancora il softair o non lo conoscevo ancora, perciò anche volendo non si trovava niente in rete da poter adattare, un qualsiasi mirino red hot alla slitta flash della reflex, in seguito i prezzi erano decisamente proibitivi, ultimamente mi è capitato di andare all’oasi di Alviano e un ragazzo era riuscito a montare sulla slitta del Flash una guida Picatinny, mi sono messo alla ricerca che devo dire questa volta è stato molto semplice. È bastato scrivere nel motore di ricerca mirino red dot, ci sono adesso moltissime soluzioni relativamente al red hot (Reflex) relativamente economiche, rimane trovare la slitta Picatinny qui la situazione è leggermente più complicata, le ricerche non hanno dato subito un risultato che mi soddisfaceva, ma insistendo alla fine è uscita la soluzione. Vediamo alcune foto.

Il mirino è questo:

Dove trovarlo

La slitta Picatinny con adattatore per la slitta Flash:

Dove trovarlo

Vediamo adesso come si presenta montato sulla macchina fotografica:

Quello che vediamo nel mirino:

Importante è regolare il mirino in funzione della distanza a cui abbiamo i soggetti, fondamentalmente è ottimo per i piccoli passeracei che si muovono su posatoi gestiti a distanza similare, questo ci permette di avere una visione complessiva della zona di copertura, vedere i soggetti nei loro movimenti e di concentrarci poi sul punto dove vogliamo orientare la ripresa, con un po’ di pratica si riesce a gestire una giusta composizione.

Per la regolazione vi suggerisco di fare prima quella relativa al deriva (nella foto la vite R) attivato il liveview, inquadrando un punto specifico sul centro del reticolo, tenendo bloccata la testa del cavalletto, regoleremo in modo da avere il Red Dot allineato sull’asse verticale, la stessa cosa faremo con l’altezza (con la vite UP) in modo da avere il Red Dot sullo stesso punto del centro del reticolo. A questo punto potremo guardare l’area di ripresa e se un uccellino salterà da un posatoio all’altro lo potremo seguire senza perdere di vista il contesto e basterà avere il punto di mira del mirino reflex sul soggetto per averlo al centro del fotogramma.

Preferisco usare la croce, mi aiuta a migliorare la composizione fotografica.

L’utilità di questo sistema è molteplice ci permette di controllare l’area di ripresa nel suo complesso, scegliere di cambiare soggetto nel caso di nuovi arrivi, puntare un soggetto e seguirlo  molto più semplicemente, il contro, fare molta attenzione ad avere il soggetto agganciato pena un serie di fotografie sfocate, certo è che in questo modo alcune fotografie non si sarebbero proprio portate a casa con il mirino tradizionale, si può anche spostare lo sguardo dopo aver ingaggiato il soggetto sul mirino della macchina fotografica.

Marco Venanzi

Visore termico

O telecamera termica, un accessorio formidabile per la ricerca dei soggetti, ecco alcuni esempi:

Il visore termico è un strumento ottico che permette la lettura termica della scena, come tutti i strumenti digitali il cuore è il sensore, può essere usato sia di notte che di giorno, questa cosa permette di superare la formidabile mimetizzazione dei soggetti. Purtroppo i costi non sono certo economici, ma si trova molto usato. Prossimamente articolo più dettagliato sulla mia scelta.

AF – R5 Mark II

Questo articolo è stato scritto per fare il punto dopo tre giorni dall’acquisto su come si può impostare L’AF della Canon R5 Mark II per avifauna: a pagina 499 del manuale troviamo questo:

Funzion.AF/Area

  1. Servo
  2. Area AF: e
  3. AF servo inseguimento intera area: ON

Rilevame.soggetto

  1. Animali
  2. Rilevamento occhi: Auto
  • Sto facendo delle prove con la personalizzazione dei pulsante della macchina, vorrei legare l’attivazione e la disattivazione di questa funzione a uno di questi pulsanti, ho visto che cambia il modo come reagisce alla cattura, mantenimento del soggetto.

Pagina 500

Caratt. AF servo

  1. Case Auto
  2.  -1
  3. Case Manuale
  4. Inseguimento: -2
  5. Inseguimento Accel/Decel: +1

Person,funz.AF

  1. Priorità prima immagine servo: Fuoco
  2. Priorità scatto AF one shot: Fuoco
  3. Anteprima AF: Disattiva
  4. Drive obbiettivo con AF impossibile: ON
  5. Scatto con luce AF ausiliaria: OFF

Pagina 501

Controlli person.

  1. Limita aree AF: 1 Punto AF e Intera area AF
  2. Punto di orientamento: Pt AF Diversi; solo Punti
  3. Limita soggetto da rilevare: lasciato tutti
  4. Rilevamento occhi SX/DX: OFF e Auto

Relativo a MF

  1. Impostazioni peaking MF: OFF
  2. Guida mes. Fuoco: SI
  3. Obbiettivo MF elettronico: ON

Note legate alla personalizzazione dei pulsanti:

Sul pulsante AF-ON ho messo selezione diretta area AF, questo per scegliere tra il punto AF e l’area intera. (ottimo per soggetti fermi e per passare a soggetti in movimento)

Sul pulsante blocco esposizione ӿ accensione arresto inseguimento AF intera area. (questo abilita l’inseguimento del soggetto indipendentemente dall Area AF)

Sul pulsante M-Fn Modalità Drive per scegliere gli fps. (per i soggetti fermi 30 fps sono veramente troppi)

La configurazione definitiva ancora non è arrivata….

Canon R5 Mark II

Primo approccio

Cosa c’è di nuovo:

Sicuramente il sensore Stacked, il Prescatto, il mirino molto più grande, i 30fps, aver risolto il rolling shutter e poi un AF che regala grandi soddisfazioni avendo una capacità di inseguimento veramente ottima. Se proprio devo trovare una pecca, non avrei modificato il nominativo di una funziona già esistente, crea solo confusione, ma stiamo parlando di una cosa che si risolve in un secondo.

Quando si guarda dentro il mirino si ha la netta sensazione che ha migliorato su tutti i fronti, adesso non resta che divertirci.

Piede per Canon RF 100 Macro 2.8

Purtroppo la mancanza del piede per un obiettivo macro è veramente una problema, il piede originale costa una follia, per questo mi sono ho scelto un piede che forse è proprio la copia di quello originale l’iShoot FBA-IS-RF100 devo dire che rispetto a come ro abituato questi supporti sono costruttivamente tiversi, in quanto hanno un anello in materiale plastico che fa da frizione sul corpo dell’obbiettivo e l’anello in metallo si stringe su di essi. per il montaggio bisogna fare attenzione e far coincidere dei denti di posizionamento. il piu importante è quello indicato nella freccia superiore della foto qui sotto.

L’anello ha una parte svasata che permette di aderire correttamente all’anello in metallo.

Devo dire che risulta tutto molto leggero sicuramente si potrà un treppiede meno ingombrante e più leggero da trasportare. Un cosa molto importante il piede è dotato di scanalature che permettono l’uso di teste Arca Swiss.

Tubi prolunga

I tubi di prolunga hanno due fondamentali caratteristiche utili ai fini fotografici, la prima diminuire la distanza di messa a fuoco, questo determina la capacità di usare una stessa lente con soggetto più vicino perciò, si riesce a gestire meglio la composizione di un soggetto piccolo in un frame grande. i tubi di prolunga hanno come principale uso la Macro fotografia, ma possono essere usati con ottimi risultati anche nella fotografia naturalistica quando il soggetto si avvicina oltre la distanza minima di messa a fuoco, in particolare con super teleobbiettivi. Per il sistema RF ho scelto questi:

La qualità sembra buona, sono solidi e funzionano perfettamente.

La prima prova l’ho fatta con il mio sigma Sigma 180 F3,5 APOMarco

1/1000 – F3.5 – ISO8000 mano libera

Nuovo compagno di avventure

E’ stata una scelta travagliata, perché dovevo scegliere tra due lenti, l’EF 100-400 o l’RF 100-500, indipendentemente dalla differenza di prezzo che è comunque una componente importante, le variabili sono tante, partirei come prima cosa dalle aperture della lente il 100-400 F4.5-F5.6, il 100-5004 F4.5-F7.1, ho guardato un sacco di fotografie e per il tipo di fotografie che faccio io, molto ravvicinate, preferisco il 100-400 ha uno sfocato che mi piace di più, questa è la caratteristica che non mi ha fatto scegliere il 100-500. Aggiungo la possibilità di essere utilizzato con moltiplicatore X1.4 (già in mio possesso) con il quale non perde la velocità AF e che non determina un anomala estensione, difetto che reputo grave nel 100-500. Non sapevo come sarebbe andato con la R5 e devo dire che è in linea alla reattività del 500 F4 MKII, sono particolarmente soddisfatto dello stabilizzatore che mi ha veramente sorpreso ho fatto delle fotografie a 400mm 1/40 di secondo a mano libera con questo risultato.

L’utilizzo che desidero farne è la fotografia ravvicinata in particolare agli uccelli che in determinati casi vengono vicinissimi, ecco un classico esempio:

Desidero poi portarlo in montagna nelle mia passeggiate in Abruzzo, dove incontro spesso camosci.

Eccolo con la R5

Come altro utilizzo lo porterò nelle mia uscite di fotografia paesaggistica al fianco al 15-35 e al 24-105….